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Paragrafo 3 . Cultura romantica e Restaurazione.


La  cultura  romantica,  con la sua critica  all'Illuminismo  ed  alla
Rivoluzione  francese, con il suo richiamo alle  tradizioni  storiche,
culturali e politiche,

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costitu un terreno fertile per la diffusione, specialmente nei  primi
anni  dopo  il  congresso di Vienna, di teorie politiche  reazionarie.
Principali sostenitori del ritorno all'assolutismo monarchico erano il
savoiardo Joseph de Maistre (1753-1821) e il francese Louis de  Bonald
(1754-1840). Rifacendosi a quanto gi affermato dall'irlandese  Edmund
Burke  (1729-1797), essi condannavano in blocco tutti i  nuovi  valori
politico-sociali   diffusi  dall'Illuminismo   e   dalla   Rivoluzione
francese,   considerandoli  responsabili  di   aver   interrotto   una
tradizione,  alla  quale  si doveva necessariamente  ritornare.  Ruolo
determinante  nella restaurazione di una societ tradizionale,  basata
su  una  rigida  gerarchia  sociale e retta  da  un  sistema  politico
controllato dal sovrano e dalla aristocrazia terriera, era  attribuito
alla  Chiesa,  che  era  cos  nuovamente  chiamata  a  svolgere   una
fondamentale    funzione   politica.   Sostenitore    dell'assolutismo
monarchico era anche lo svizzero Karl Ludwig von Haller (1768-1854).
     Per  la  maggior  parte  dei romantici, per,  l'affermazione  di
nuovi valori individuali e sociali non coincise necessariamente con il
rifiuto   totale  dei  princpi  diffusi  dall'Illuminismo   e   dalla
Rivoluzione  francese;  la  libert anzi era  considerata  un  diritto
inviolabile, anche se in molti casi essa era vista pi come  strumento
per   l'affermazione   dell'individualit  che  come   fondamento   di
democrazia  e  di  giustizia sociale. Analogamente,  la  rivalutazione
delle  tradizioni storiche non era legata alla volont  di  restaurare
l'ancien  rgime, ma aveva come scopo la formazione di  una  coscienza
nazionale,  attraverso  la rivalutazione dei  caratteri  distintivi  e
originari dei singoli popoli.
     Il  Romanticismo  contribu  cos in  maniera  determinante  alla
formazione  ed  alla diffusione anche di dottrine politiche  contrarie
alla   Restaurazione,   quali  quelle  del  liberalismo   moderato   e
democratico, oltre all'idea di nazione.
     Tra  i  primi romantici di orientamento liberale vanno ricordati:
Madame de Stal (1766-1817), con la sua intensa attivit di produzione
e  diffusione della cultura romantica; lo scrittore francese  Benjamin
Constant  (1767-1830), che si distinse per l'interpretazione in  senso
moderato  degli ideali rivoluzionari; lo storico svizzero  Simonde  de
Sismondi (1773-1842), che si occup di problemi economici e sociali  e
che,  con la sua Storia delle repubbliche italiane del Medioevo (1809-
1818),  contribu alla diffusione di una interpretazione del  medioevo
comunale italiano in senso liberale e patriottico.
     Dopo  il congresso di Vienna, il collegamento tra Romanticismo  e
liberalismo si rinsald presso le nazionalit oppresse.
     In  Italia,  Romanticismo e liberalismo  coincisero:  gli  autori
romantici, con le loro opere e spesso anche con la loro diretta azione
politica,  furono  decisi sostenitori degli ideali  di  libert  e  di
indipendenza.
     Chiara   testimonianza  dell'impegno  politico  e   sociale   che
caratterizz il Romanticismo italiano fu la rivista "Il Conciliatore",
fondata  a  Milano nel settembre 1818. Essa si occupava  non  solo  di
letteratura e di arte, ma anche di economia, di politica e di scienza.
In   campo  letterario  si  proponeva  come  obiettivi  principali  lo
svecchiamento della cultura italiana, la diffusione della  letteratura
straniera,  l'avvicinamento degli intellettuali al  popolo.  In  campo
economico  e  politico,  si interessava dei  problemi  pi  pressanti,
proponendo  anche  riforme  in  senso  liberale  moderato.   Ad   essa
collaborarono  esponenti  dell'aristocrazia  liberale  lombarda,  come
Federico  Confalonieri e Luigi Porro Lambertenghi, e intellettuali  di
estrazione  borghese, come Pietro Maroncelli, Pietro Borsieri,  Silvio
Pellico, Ludovico Di Breme.
     
     p 190 .
     
     "Il  Conciliatore"  venne  soppresso  dalle  autorit  austriache
nell'ottobre    del   1819;   alcune   sue   idee    furono    riprese
dall'"Antologia",  un periodico mensile fondato a  Firenze  da  Giovan
Pietro Vieusseux (1779-1863) nel 1821 e pubblicato sino al 1833.
     Alla   diffusione  delle  idee  di  libert  e  di   indipendenza
contribuirono  in  modo  determinante anche  numerosi  autori:  Silvio
Pellico,  con  Le  mie prigioni (1832); Francesco Domenico  Guerrazzi,
Tommaso  Grossi,  Massimo  D'Azeglio,  con  i  loro  romanzi  storici;
Giovanni  Battista Niccolini, con le sue tragedie;  i  poeti  Giuseppe
Giusti  e  Carlo Porta; i pensatori che si occuparono direttamente  di
problemi  politici,  come  Giuseppe Mazzini,  Cesare  Balbo,  Vincenzo
Gioberti,  Carlo  Cattaneo.  Anche  gli  scritti  pi  importanti   di
Alessandro  Manzoni contribuiranno alla formazione  di  una  coscienza
nazionale, cos come le opere dei musicisti, in particolare quelle  di
Giuseppe Verdi.
